L’idea di frammentare, scorporare e quindi sezionare il tessuto del carattere della protagonista, avvalendoci della prova di quattro attrici, ci ha permesso di operare una ricerca di chiaro-scuri sulla sua personalità, già vistosamente sfaccettata. Approfondendo così una riflessione sulla metamorfosi del personaggio che da donna amata-amante si trasforma in madre-matricida; una figura mostruosa e umana insieme, violenta e fragile, lacerata dal più potente conflitto interiore. Le scelte di impiegare delle musiche dal sapore heavy metal e l’utilizzo di una scenografia il cui elemento predominante è la plastica, accrescono e valorizzano l’atmosfera atemporale ma avveniristica della messa in scena. L’intervento della nutrice, ora commento, ora figura partecipe del dramma di Medea, diviene il filo rosso che raccorda, armonizza e innesta le sue tensioni, i suoi tormenti e le sue inquietudini. Un torrente di contrapposte passioni che troverà l’ineluttabile foce, nel tragico epilogo.
MEDEA - SCHEDA DELLO SPETTACOLO
La scena si svolge a Corinto, dove Medea, suo marito Giasone ed i loro due figli, vivono. La donna ha aiutato, grazie ai suoi magici poteri, il marito nell'impresa del Vello d'oro, abbandonando così il proprio padre e la propria patria. Creonte, re della città, vuole dare sua figlia in sposa a Giasone, dando così a quest'ultimo la possibilità di successione al trono. Giasone accetta, abbandonando sua moglie Medea. Questa finge di soggiacere alla volontà di Giasone, che promette di trattenere con sé e di far allevare con cura i figli avuti da lei, e alle decisioni di Creonte, che le vorrebbe imporre l’esilio per liberarsi della sanguinaria maga. Chiesto e ottenuto un solo giorno di dilazione per la partenza, Medea porta a termine una spaventosa vendetta.
L’idea di frammentare, scorporare e quindi sezionare il tessuto del carattere della protagonista, avvalendoci della prova di quattro attrici, ci ha permesso di operare una ricerca di chiaro-scuri sulla sua personalità, già vistosamente sfaccettata. Approfondendo così una riflessione sulla metamorfosi del personaggio che da donna amata-amante si trasforma in madre-matricida; una figura mostruosa e umana insieme, violenta e fragile, lacerata dal più potente conflitto interiore. Le scelte di impiegare delle musiche dal sapore heavy metal e l’utilizzo di una scenografia il cui elemento predominante è la plastica, accrescono e valorizzano l’atmosfera atemporale ma avveniristica della messa in scena. L’intervento della nutrice, ora commento, ora figura partecipe del dramma di Medea, diviene il filo rosso che raccorda, armonizza e innesta le sue tensioni, i suoi tormenti e le sue inquietudini. Un torrente di contrapposte passioni che troverà l’ineluttabile foce, nel tragico epilogo.
L’idea di frammentare, scorporare e quindi sezionare il tessuto del carattere della protagonista, avvalendoci della prova di quattro attrici, ci ha permesso di operare una ricerca di chiaro-scuri sulla sua personalità, già vistosamente sfaccettata. Approfondendo così una riflessione sulla metamorfosi del personaggio che da donna amata-amante si trasforma in madre-matricida; una figura mostruosa e umana insieme, violenta e fragile, lacerata dal più potente conflitto interiore. Le scelte di impiegare delle musiche dal sapore heavy metal e l’utilizzo di una scenografia il cui elemento predominante è la plastica, accrescono e valorizzano l’atmosfera atemporale ma avveniristica della messa in scena. L’intervento della nutrice, ora commento, ora figura partecipe del dramma di Medea, diviene il filo rosso che raccorda, armonizza e innesta le sue tensioni, i suoi tormenti e le sue inquietudini. Un torrente di contrapposte passioni che troverà l’ineluttabile foce, nel tragico epilogo.